22/08/10

Spine di rose appassite e galassie stellari di neve

di Cristina Taliento


Il dottorino dagli occhi viola tamburellava le nocche sulla scrivania. Tum tum tum….
“La pianti- ho detto mentre tossivo- la pianti, per favore”
Lui non smetteva. Mi guardava sopra gli occhiali dalla montatura spessa. I suoi occhi erano viola, accidenti.
Mi girai a guardare fuori dalla finestra. Il gatto bianco del preside Schienadritta si era arrampicato sopra un castagno. Si, l’avevo capito: quello era un quartiere di persone con la schiena dritta e dal parlare idiota che portavano i loro maledetti gatti bianchi a spasso e, quando questi salivano sugli alberi, rimanevano a fissarli con quello stupidissimo sguardo di disapprovazione che sfoderavano tutte le volte in cui le cose non andavano nel loro dannato modo perfetto.
“Perché non ti decidi a parlare con me?” mi chiese allora.
Mi sono avvicinato alla scrivania col sopracciglio alzato. Io e il mio mio fottuto sopracciglio.
“Sveglia alle sette, pastiglie, Parlatene con Frank il Grigio, ho scritto un po’ di robaccia sul quadernetto che mi ha regalato Ambra… poi, pranzo, pastiglie… sigaretta…avanti, che vuole sapere?”
Occhi Viola ha sbuffato col naso: pvfffff.
“Sei triste?”
Lo odiavo. Lo odiavo. Lo odiavo. Dentro di me pensavo che sì, stare tutta la vita su una sedia a rotelle a tagliarsi le unghie è davvero da urlo. Pensavo che al diavolo i sogni, se non potevo avere nemmeno gli incubi. E poi, che gioia del cavolo stare tutto il giorno a sdrammatizzare e scrivere, riempirsi la testa di ridicoli melodrammi e ripetersi in continuazione: “Tu non sei normale, figlio mio. All’apparenza potresti sembrarlo, ma non lo sei perché il tuo cervello è malato e se ti lasciano solo rischi di suicidarti e non ti accorgi che lo stai facendo finchè non arriva qualcuno a ricordartelo”. E avevo paura di me, di quel lato di me che non sono riuscito mai ad accarezzare.
“Non più” gli ho risposto mentre mi accendevo un'altra sigaretta.
“Che mi dici dei tuoi racconti? Ambra mi ha dato…”
Fanculo!” ho urlato. All’improvviso tutto mi è sembrato schifoso. Il mondo come un enorme discarica a cielo aperto dove non finivano di arrivare rifiuti su rifiuti.
“Calmati Stefano, è solo un modo per capire…”
Fanculo a tutti quanti! Non mi chiamo Stefano!” ansimavo.
Occhi Viola si è alzato dalla sua sedia di pelle da settecentocinquanta euro.
“Mi lasci! Al diavolo, al diavolo, voi, tutti quanti!”.
Mi aveva fermato le braccia e mi puntava i suoi dannati occhi viola in quelli miei che sembravano impauriti e ribelli. Come dovevano essere quelli di un maledetto cane randagio.
Brasco, vuoi che ti chiami così, no? Volevo che parlassimo dei tuoi racconti. Non lo dirò a nessuno, se è questo che vuoi”. Occhi Viola mi teneva immobile. Era forte, quell’idiota, oppure io ero troppo magro. In entrambi i fottuti casi, non mi muovevo. Respiravo come un bue.
“Come ha potuto? Io non vado a curiosare tra le carte di casa sua!”
“Questo è il mio lavoro! Capire cosa diavolo c’è nella tua testa, è il mio lavoro!”
Nossignore, non mi calmavo. Non ci riuscivo.
“Lei è uno psicoanalista del cazzo o quello che è! Non me ne frega. A lei non importa un bel niente se io sto bene o sto male. A lei basta vivere in questo quartiere di gente imbellettata dei miei stivali”. E mentre vomitavo queste parole, piangevo. Lui mi teneva fermo.
Brasco, forse è davvero così, ma io voglio conoscerti. Quei racconti hanno cancellato tutto quello che mi sembrava certezza sul tuo conto. Forse mi sto sbagliando, ma se c’è una possibilità che tu possa guarire io devo accertarmi che non sia solo una vana speranza”.
“IO NON VOGLIO GUARIRE! NON VOGLIO DIVENTARE COME VOI ALTRI!” ho gridato con tutto il fiato che avevo in gola.
Occhi Viola ha mollato la presa. Gli ho sorriso. Un sorriso storto.

3 commenti:

Itsas ha detto...

bei racconti

ma sono parti di un romanzo?

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

si... pezzi di un progetto più ampio :)

Lorenzo ha detto...

Ho ucciso il mio psichiatra. Non voleva farmi impazzire. Che ci voleva? Bastava seguire il procedimento al contrario, no?
E adesso come ci divento ricco e famoso?