25/03/12

La metamorfosi idiota (X)

di Cristina Taliento


(Primavera a Giverny, Claude Monet, 1886)


"Fumi?" chiese mostrando un portasigarette di metallo dorato.

L'edera non smetteva di crescere sul tronco della grande magnolia, si muoveva, si allungava curvilinea con lo stesso debole rumore di un uovo che si schiude . La luce passava attraverso le foglie creando effetti di carta velina nell'aria, sui loro volti, tra le piume nere delle gazze.

"Ho notato che non chiedi mai" disse d'un tratto l'adolescente arrogante con tono sospettoso.

"Pensa che imbarazzo se poi nessuno mi rispondesse. Voglio dire, non riuscirei a sopportarlo" rispose ridendo Livia coprendosi gli occhi con le mani.

"Che cosa importa se non ti rispondono? Non è mica per quello che si fanno le domande..."

"E per che cos'è allora, se posso domandarlo?"

"Per sentire che suono hanno i propri dubbi, ovvio. Le persone parlano per ascoltare la loro voce, non c'è altra ragione."
"I miei dubbi preferisco il più delle volte scriverli. Spesso trovo anche delle risposte."
L'adolescente arrogante si portò dietro i capelli con un movimento agile del polso.

"Io non scrivo mai. Preferirei fare tre volte a nuoto fino alla Corsica piuttosto che prendere una penna in mano. Scrivere non è vita, io credo. Al contrario, è tutta speculazione filosofica".

Si fermò a riflettere mentre scrutava le formiche che camminavano in fila lungo un ramo.

"In realtà, a dirla tutta, io prima scrivevo- disse balbettando per la fretta di spiegare-Pomeriggi interi, che strazio... Poi un giorno è morto il mio amico immaginario: un infarto fulminante. Una roba da pazzi. E le ultime parole che mi ha detto in punto di morte sono state: 'Joe-lui mi chiamava Joe perchè credeva fossi una specie di bandito del West, non ho mai capito bene- Joe- mi disse- promettimi che la pianterai di scrivere e comincerai a spassartela, Joe. Altrimenti quella miopia ti farà secco e diventerai cibo per cani'. Si, credo che volesse dire proprio 'cibo per cani'. Non capii bene perchè un attimo dopo era morto, ma lui, in fin dei conti, parlava così".

Ma Livia si era messa a cantare distratta: "I try to laugh about it, hiding the tears in my eyes , because... boys don't cry, boys don't cry".

"Sono i Cure, non è vero? Conosco le loro canzoni a memoria. Le so tutte e per di più conosco anche gli accordi e gli arrangiamenti e le cover. "

"Oh, non mi sono mai piaciuti i Cure- disse Livia interrompendolo- fino a quando un giorno mio nonno era triste ed ha acceso la radio e stavano dando questa canzone e lui ha iniziato a ballare per tutta la stanza".

L'adolescente arrogante tenne le sopracciglia alzate per un poco. Poi annuì.

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