Ad ogni modo mi immagino sempre tutti questi ragazzi che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. Lo so che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia.

(J. D. Salinger, Il giovane Holden, cap. XXII)

lunedì 16 settembre 2013

Ritratto di Augusta Sempiterno nata Ottavi

Come combattere gli attacchi di panico

di Cristina Taliento


Cinquantasei, cinquantasette, cinquantotto, cinquantanove... che qualcuno, qualcosa, mi faccia passare la rabbia e l'ansia, sessanta, mannaggia Giuda, sessantuno, calmati per favore, sessantadue, sessantatrè, sessantaquattro, ma che cazz... sessantacinque, sessantasei, porca miseria, arghhhh, sessantasette. Ritratto di Augusta Sempiterno nata Ottavi. Scrive: Cristina Taliento. Silenzio. Un accidente. Mi ci vuole uno pseudonimo, non ne posso più di mettere la faccia per queste puttanate! Oddio, ti prego, non così. Non lo dire... non lo dire, non lo scrivere. Cazzo! Ecco. I miei complimenti. Sei ufficialmente una ritrattista professionale, ma che cosa c'entrino i genitali con Augusta Sempiterno, non ne hai idea. Niente! Va bene. E' una fottuta esclamazione! Si, va bene, ma non mi sembra giusto aprire un ritratto in questo modo, il ritratto di Augusta Sempiterno, poi. Nata Ottavi, poi. Si chiama violazione di proprietà privata. Tu entri con la tua rabbia nel ritratto scritto di un'altra persona. Tu inganni l'intelligenza altrui. Sono il narratore, faccio quello che mi pare. Me ne fotto! Si, ma non è corretto lo stesso, nè per i lettori, nè per la Sempiterno in questione. Fanculo ai lettori! Quelli non se ne fregano niente dell'Augusta. Vogliono solo divertirsi, come le ragazze. Smettila! Smettila! Smettila! No! Calmati, diavolo, calmati! Senti, io nemmeno lo so chi sia questa Augusta Sempiterno, nata Ottavi e francamente, ora lo ammetterò, non me ne importa nulla di lei o del marito da cui prese il nome perchè è una dannata copertura. Comunque, tutti i personaggi sono coperture, qualcuno di cui parlare, qualcuno da mandare a morte alla fine del capitolo. Non dire parolacce. Se vogliono sentire parolacce, o peggio ancora leggerle, si fanno un giro su uno di quegli autobus dell' Essetipi, non attraversano chilometri e chilometri di web, connessioni e satelliti. E ora, una volta per tutte, parlaci di questa santa donna. Io non ho mai detto che sia una donna. Dunque, è un uomo? No, è una donna. Appunto. Ora l'ho detto. Va bene, continua. Che non mi si dica quello che devo fare, cazzo! Come vuoi, come vuoi. Un giorno. Sentite, gli idioti iniziano con 'un giorno'. Sei un'idiota? Si. Ti vergogni di questo? No. Allora inizia pure così. 
Un giorno Augusta Sempiterno morì. Ma tutti muoiono. Non è questo il punto! Era mai nata? Si, lasciami scrivere. Lei era nata, un giorno. Si... un giorno. Lei era nata Ottavi, suo padre si chiamava così. Ebbene? Ebbene. Ti sei calmata? Ora si. Grazie. Prego. Grazie. Prego. Grazie. Prego. Piantala. Okay. 

2 illustri commenti:

Anonimo ha detto...

Buonasera, sono il Signor Parigino Sempiterno, consorte della fu signora Augusta Ottavi nei Sempiterno. Volevo ringraziarla per l'eccellente ritratto da Lei scritto riguardo la memoria di mia moglie. Passo le ore della mia giornata a leggerlo e rileggerlo, ed è come se lei fosse qui con me. Si, cazzo, proprio così, cioè, davvero.

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

ahahahah Saraaaah!! Smascherati o caballera de la blanca luna! Este no es lugar por estar en el ombra, lucha conmigo hasta la muerte!