16/05/17

Una bacheca

divagazioni di Cristina Taliento


All'ingresso di un supermercato qualsiasi, appena nascosta da una moto-giostra a gettoni, c'è una bacheca abbastanza lunga, piena di biglietti Compro, Vendo, Cerco.
C'è anche un bancomat; così la mia amica mi chiede se l'aspetto mentre preleva. Okay.
Mi avvicino alla bacheca e guardo le diverse grafie. Sono molto diverse, eleganti, impacciate, coraggiose. Strano che mi colpiscano così tanto, forse perché nessuno scrive più biglietti e lettere, forse perché se cerchi o vendi qualcosa, ormai c'è Internet. Che razza di arretrati nostalgici quelli che scrivono ancora i loro post-it e li attaccano qui!
Però continuo a leggere con composto rispetto, come se fossi davanti a un epitaffio.  Quello che vende la fisarmonica non potrebbe avere un corsivo diverso. Già.
Poi faccio un passo indietro e vedo tutti quei biglietti insieme, in un unico colpo d'occhio, ed è come se stessi guardando nient'altro che persone, un bel gruppo di persone, vecchie, curve, alte, giovani, con i loro grilli per la testa, i loro oggetti in mano.
Non ho nostalgia di come andavano gli affari prima della tecnologia, ho solo questa riflessione in tasca che, in effetti, su un bigliettino starebbe meglio che su un blog, ma tant'è.
"Fatto!" esclama la mia amica alle mie spalle.
Così ritorno al presente senza più pensare a come cambia il Mondo, a come cambiamo noi, le situazioni, le cose, se mi piace oppure no.

2 commenti:

Abuna Federico Loro ha detto...

mi piace molto come scrivi, grazie!

Loro

PS: anche quello che scrivi, ovviamente, o forse no.

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Grazie, benvenuto,

Cristina