Ad ogni modo mi immagino sempre tutti questi ragazzi che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. Lo so che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia.

(J. D. Salinger, Il giovane Holden, cap. XXII)

venerdì 4 aprile 2014

Arterie di Luca, arterie di Sally

di Cristina Taliento

(Cose nascoste, Filippo Robboni, 2011, oil on canvas)


Ieri Sally e Luca hanno mangiato da  noi. Non so come sia iniziata, ma a un certo punto, tra la frutta e il caffè, si sono messi a litigare. Sally ha detto, tamburellando le dita: "I sentimenti o ce li hai o non ce li hai". E io ho alzato le sopracciglia annuendo, frenandomi in tempo dall'esclamare un piuttosto assente 'eh beh si beh'. Masticavamo quasi tutti noccioline. Era domenica. Ho appoggiato la testa allo schienale della sedia. Domenica come quelle domeniche in stile finestra aperta sul giardino, tende mosse dal vento, cielo azzurrino, sorrisi lontani di vecchi che guardano i giovani essere giovani; come quelle domeniche in cui si interrompe l'argomento della conversazione per alzare il volume del televisore e ascoltare i ricordi malinconici di Albano sull'amore passato con Romina.
"Chi vuole il caffè?" ha chiesto mia madre alzandosi in piedi. Sally si guardava gli anelli, aprendo e chiudendo le dita. Sally e Luca hanno un dalmata, un gran bel figliolo di cane. Si chiama Ernesto.  
"Io no, grazie" ha detto Luca mostrando il palmo della mano. L'avambraccio svelava vene superficiali bene in vista. Notai il giro della vena cefalica sulla faccia posteriore. 
"Ora nessuno beve più il caffè!" ha esclamato qualcuno.
"Hai ragione, quando è moda è moda- ha continuato qualcun'altro- E tutti non fanno che dire di non guardare la televisione. Ma dico io, Santo Cielo, se state tutto il tempo su quelle X-Bos, Twitter..!"
"Si dice X-Box".
Domenica, come quelle domeniche in cui si cita Gaber e le persone sono "tutti" e l'Io è Accidente di Niente, purissimo Fico Secco, emerito Nada de Nada. Pur tuttavia, si diventa quasi stanchi di questa intelligenza che ce la trova sempre su ogni frase triste e felice e quindi, si sorride, si piega la testa di lato e si risponde citando, magari, Guccini, anche se queste domeniche, per forza di cose, non possono essere sempre di settembre

E poi è avvenuto il miracolo anatomico dell'immaginazione. Mentre parlavano di mode, li ho sezionato i tegumenti e i muscoli pellicciai, bloccandomi a un pelo dal recidere qualcuna delle loro arterie. I soggetti, o meglio, i modelli erano Sally e Luca, appunto, coppia di professori in pensione, padroni di un dalmata di nome Ernesto, amanti della pesca e della psicologia, principalmente Freud, di cui hanno una fotografia appesa nel salotto. Quieta quieta, li ho spogliati delle meningi, asportando lobi di encefalo qua e là. 
"Non ti ho mai chiesto per cosa stia Sally" ho detto per far voltare il modello verso di me, con le sue orbite rivolte verso la mia finta ingenuità.
"Sallustia!" ha esclamato Luca ridendo e tossendo. Fumava. Riuscivo a vedere i suoi polmoni neri dentro la gabbia toracica. 
"Ah... sul serio?" ho chiesto mentre seguivo con la mente il decorso dell'arteria mascellare interna e delle sue collaterali.
"Salvatrice" ha concesso mentre le anastomosi facciali si vasodilatavano un po'. 

Così, mi è venuta in mente una poesia dell'insieme 'Spazzatura' sul divertente andante perchè appartenente al sottoinsieme 'Romantico/macabro'. Una poesia-tipo-così: 

"Amo te e il tuo arco venoso del giugulo,
 il tuo sorriso e le tue arterie alveolari.
Posso sposare, per cortesia, la tua arteria cerebrale anteriore 
che porta nutrimento al tuo encefalo a cui sono sì affezionata?
La tua aorta mi apparterrà. Tu prendi la mia.
Anzi, anastomizziamoci! 
Diventiamo unico sistema cardiocircolatorio,
a due cuori."

A questa idea, ho detto ridendo: "Se vabbè!"
"Non ti piace il nome Salvatrice?". Le cavità orbitarie dei presenti si sono di colpo riempite di occhi integri, normalissimi occhi che avevano iniziato a fissarmi. L'incanto chirurgico era finito.
"E' il nome del Signore- ho detto su due piedi e poi ho aggiunto- al femminile". Il che era, come dire... vabbè.




4 illustri commenti:

amanda ha detto...

tu ragazzina hai bisogno di uscire, chiudere i libri e spegnere albano c'è vita oltre l'aorta

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

ahahahahaha!! se lo dici tu, Doc!

Comunque, questa è finzione. Non conosco Sally e Luca, nè la mia fantasia è così forte da arrivare a fare le cose che ho scritto.

Ma, Albano che parla di Romina con quello sguardo commosso mi fa morire davvero! Ahahaha!

Tomaso ha detto...

Cara Cristina, i tuoi racconti diventano sempre più interessanti!!!
quando inizi leggere diventi frenetico e vorresti sentire la fine:-)
Brava cara amica buon fine settimana.
Tomaso

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Ciao Tom! Grazie! Buon fine settimana anche a lei!