27/07/11

Il vociare delle api

di Cristina Taliento




(Europe after the rain, Max Ernst, 1940, oil on canvas, 54.8 x 147.8 cm, Wadsworth Atheneum Museum, Hartford, Connecticut)



In una testa ci furono delle api. Milioni. Di più. Ebbene, in una testa ribelle furono impiantate miliardi di api che producevano il loro miele intaccando i pensieri di quella landa desolata, altrimenti detta encefalo. No, io chiedo scusa: non era questo il modo per iniziare a descrivere le api. Dunque, le api, il loro vociare nella testa. Cielo, io non voglio annoiare nessuno; questo lessico è, come dire, fuorviante. Il problema è che... nessun problema, coraggio. Se ti senti bene si riparte. Cenno con il capo, tutto apposto. Luci.

Le api: creature nascoste tra le sinapsi, genietti dispettosi che sostituiscono coi loro sussurri la voce narrante dello scrittore. No, no, così non funziona. "Genietti dispettosi"? Non ci posso credere che l'hai scritto. Oh Dio, Gesù... Vuoi un bicchiere d'acqua? Si, grazie. Ecco, bevi. Ce ne sarebbe, per caso, un altro? Ehi, tu, prendi un altro bicchiere d'acqua per questa deficiente... si, oggi è fuori, ma non vedi che occhiaie profonde, non si può lavorare in queste condizioni. Ehm, laggiù, sono pronta. Bene, si riparte. Tre, due, uno VIA.

All'inizio mi chiedevo costantemente chi fosse la causa di quel continuo vociare. Camminavo per le strade e nella mia testa era come se qualcuno o qualcosa mi stesse descrivendo insieme alle case che sorpassavo, all'asfalto che calpestavo, i rumori che mi entravano nelle orecchie. Quella voce narrante continuava a ronzare ed invano cercavo di farla stare zitta. Mi sembrava di leggere un libro controvoglia per il gusto di finirlo e per non dire di averlo abbandonato. Così, se attraversavo la strada la voce narrante bisbigliava: "Ella si fermò e con lo sguardo assonnato decise che non passavano macchine e dunque- mani in tasca, spalle curve- strisciò i piedi fino al marciapiede di fronte". Tacete, infime mosche. Patetici insetti, volate via. Le voci narranti continuavano ed io pensai più volte di attraversare la strada senza nè fermarmi nè controllare: tutt'al più, girarsi all'improvviso e finire muso a muso con un camion. Ma non mi andava, per dirla tutta, di passare per quella che sta a terra piena di sangue, chissà in quale posizione, mentre i passanti si spintonano per guardare. Quindi, sospirai. Un gran sospiro: pfff. Due volte: pfffff, pffff. E finii con il chiamare quelle voci con il nome comune di api, poichè quando ero piccola mi avevano punto e in quel triste ricordo... si accendeva l'offesa. "Ella decise di rendere amico ciò che le era ostile: pensò di chiamarCi api". Il vociare continuava ed io iniziavo a considerare l'idea dell'annegamento in mare, ma-mi dicevo- l'acqua sarebbe stata sicuramente fredda. Tuttavia cercai di consolarmi ripetendomi che cercare di trasportare delle simili api in testa si sarebbe potuto rivelare un ottimo esercizio per diventare, un giorno, una brava scrittrice. Prendi esempio dalle api. Allora non persi tempo ad applicarmi davanti un foglio di carta. Impugnai la penna e presi la mira come per colpire una grande frase d'inizio. Aspettai che le api mi dettassero qualche loro uscita grandiosa. Aspettai. Aspettai. Curiosamente mi accorsi che il vociare era cessato. Quel foglio bianco mi fissava, io lo imitavo. Nell'aria un silenzio bianco da far paura.

11 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Tutto ciò che realizzano le api é arte allo stato puro!

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

basta che non sia arte allo stato brado o allo stato brodo! bah, non so!

amanda ha detto...

purchè dicano cose buone e non mettano cattive idee, purchè riempiano i fogli e non li lascino bianchi, purchè non costringano chi le sente all'isolamento

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

mi sembra giustissimo! :)

amanda ha detto...

@Cristina: a volte non faccio una grinza.... a volte sono molto stropicciata :D

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

ahahaha anch'io, dipende dai giorni :)

Pixia61 ha detto...

Ciaoo !!!
Le Api ...basta saperle ascoltare...ma sopratutto capire :)....io pure a vote mi sento stropicciata e a volte non faccio una grinza :) ......più spesso scopro che è il mio cervello un pò stropicciato ehehehe!!

p.s.ora ti seguo anche io !! :)

Pixia61 ha detto...

...a proposito delle api,hai letto questo post? http://pixiablog.blogspot.com/2011/07/superstizioni-e-credenze.html

:)

Felinità ha detto...

"Nell'aria un silenzio bianco da far paura " fantastica chiusura!
Complimenti Cristina mi piace molto questo tuo spazio, vi ho visto personaggi passeggiare interessantissimi. Mi rileggo un po' i tuoi scritti, è un vero piacere averti "comusciuta".Grazie di essre passata da me, ora gironolerò felpata tra il tuo scrivere miaaaooooooo

Il lago dei misteri ha detto...

Le api ronzano ma il foglio rimane bianco da far paura.
Sono le cose che non riusciamo ad esprimere quelle che fanno più soffrire.

PS
torno dopo una lunga assenza ma ti trovo sempre in grandissima forma! Tutto bene per il resto?

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

@Pixia: grazie mille, benvenuta!!

@Micio micio: grazie amica, miagola quanto vuoi sulle mie macerie, prometto che niente è mai stato avvelenato. Meow :P

@Alfa: thankyou very much XD Si, tutto benissimo; passerò anch'io dalle tue parti!



Un saluto, oh marinai,
Cristina