20/07/10

Le dannate Parole

di Cristina Taliento

Vedo tante Parole che mi odiano. Io non lo so perché mi vogliono uccidere. So soltanto che devo scappare. Sono una persona tranquilla, faccio le cose con calma e loro mi fanno agitare. Forse si divertono a vedermi supplicare mentre corro per la città, saltando da un autobus all'altro. Non mi riferisco alle semplici Parole, quelle sui pacchetti di sigarette o sui cartelli pubblicitari. Io parlo di quelle Parole che ti risalgono dall'esofago e vanno dritte al cervello e ti fanno dimenticare tutto quello che esiste e non esiste. A loro non importa se io sia impegnata in altre faccende come parlare con un professore o suonare la chitarra; mi saltano in testa come quei pagliacci a molla nelle scatole che fanno ben! ben! ben! ben! ben! e non la smettono più. A volte mi sento così stordita che vorrei piangere o, addirittura, morire, ma la cosa più triste è che mi faccio catturare dalle dannate Parole ed obbedisco ai loro ordini. "Scrivi così! No, anzi! Scrivi così, piccola ignorante! Non sai fare un accidente, razza di buona a nulla!". Mi gridano offese a non finire ed io sto zitta, con gli occhi pieni di lacrime e scrivo, scrivo, fino a quando le loro voci si affievoliscono. Loro non ringraziano mai. A me piacerebbe che le dannate Parole mi dicessero un giorno: "Ehi, grazie se ci hai scritte con quella tua bella grafia. Sei così carina... Grazie davvero, dieci e lode!". Invece non sono mai contente, quelle vigliacche. Mi fanno sentire tre volte più inferiore dell'uomo più insicuro del mondo. Mi dicono che non sono buona nemmeno a scrivere l'alfabeto e che farei meglio ad esercitarmi anche quando non me lo ordinano loro. Non so come fare a liberarmi da questa prigionia. Ho letto la Costituzione Italiana forse sette volte e speravo di trovare un articolo che condannasse le dannate Parole a qualche anno di galera per molestia o persecuzione o stalking. Invece, loro sono maledettamente in regola. Però io sto male e sento che starò sempre peggio. Continuerò ad esclamare, nel bel mezzo di una conversazione: "Un momento! Torno subito!". E mi fionderò a scrivere ogni cosa che le dannate Parole mi urlano. Così non saprò che dire al tizio della conversazione quando tornerò da lui con la faccia stanca e torturata. Balbetterò un "N-n--o-n è c-c-olp-p-a miia-a". Mi fanno girare la testa e mi fanno dimenticare chi sono. Loro mi strappano dal cuore i miei sentimenti e mi affogano la testa in quelli di altre persone che nemmeno conosco e mi obbligano a studiare l'animo di personaggi strani che, alle volte, mi fanno addirittura pena. Alle dannate Parole non importa se a me piace o non piace un personaggio. Devono decidere tutto loro. Sono arroganti e autoritarie e tiranne. Ma con loro non si tratta solo di scrivere quello che ti dettano: la cosa più brutta delle dannate Parole è che sono come la droga o peggio, non so. Prima ti vengono a cercare e, poi, devi essere tu che tenti una penosa e drammatica ricerca della dannata Parola giusta.

18 commenti:

Vittoria A. ha detto...

Ciao, complimenti per il blog e per i tuoi post.

Deriolend ha detto...

wow..sai esattamente cosa vuoi far provare a chi ti legge..meraviglia assoluta..

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Grazie!! Anche il tuo blog è molto interessante!

P.S. grazie per esserti unita come lettrice

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

@derio: addirittura!

il monticiano ha detto...

Ho letto questo tuo post sulle parole che a volte sono veramente dannate altre volte no e, secondo me, se Taliento è il tuo vero cognome, c'è da togliere quella "i"
poiché "Talento" ti si addice di più.

Ti ringrazio per la tua visita nel mio blog.
aldo il monticiano.

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Ahahahaha, ecco! Adesso le dannate Parole scappano via ed è grave! Altrochè se lo è!

Grace (ma nana) ha detto...

Con Il Ballo dei Flamenchi..hai già messo insieme tante belle parole...
Sei bravissima...e scoprire che hai sedici anni è meravigliosamente sorprendente. Scrivi molto bene..
Davvero :-)

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Colpa delle dannate Parole, colpa loro!

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Questo post mi ha portato alla mente un dannato albo di Dylan Dog e non so perchè... Per avere 16 anni scrivi che è un dannato piacere... E in quest'apoteosi di dannazioni non posso che farti dannati complimenti, ci sai fare con queste dannatissime parole.

Ti seguo eh... ;)

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Così giovane e così brava.
Complimenti!

Il Ballo dei Flamenchi ha detto...

Grazie! :) quasi quasi arrossisco!

ilpoeta ha detto...

Complimenti anche da parte mia...davvero brava...continua

stealthisnick ha detto...

fai i complimenti alle parole da parte mia

stealthisnick ha detto...

alle Parole, volevo scrivere

Jul e Mo ha detto...

Le muse spesso non si limitano a sussurrare...Esigono attenzioni, sono egocentriche e capricciose. Spero tu raggiunga presto un'equilibrio, un rapporto paritario con loro, prima che si montino la testa. Ciao cara, e buona scrittura

Itsas ha detto...

bene
scrivi davvero bene per essere una sedicenne
te lo dice un prof

ti seguirò con più attenzione

ma comincia ad "andar d'accordo con le parole", almeno trova un "compromesso"...

Alfa ha detto...

le parole sono come un cavallo selvaggio, come la potenza delle onde sul mare. Occorre imparare a cavalcarle, a navigarle, senza lasciarsi prendere la mano o travolgersi.
La tecnica fa la differenza tra un marinaio e un naufrago.

PS
se poi ti criticano e non son mai contente, non ascoltarle troppo...

Baol ha detto...

La ricerca della parola giusta è una cosa che, mi auguro, non finisca mai perché poi, una volta trovata ho paura di smettere